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  • Immagine del redattoreIstituto Walden

Dal teatro alla danza, l’arte all’Istituto Walden per ricucire le ferite dei più piccoli



Ci sono spaccature umane che né il tempo e né la voglia di futuro possono ricucire del tutto. Ci sono pagine talmente buie e dolorose che hanno il potere di spegnere la spensieratezza e i sorrisi di chi, al contrario, dovrebbe correre, giocare e vivere l’innocenza dei propri anni. Ridere a crepapelle, saltare da uno scivolo all’altro, vedere il mondo a colori, sognare. Sognare un futuro, immaginarsi a 30 anni medico, maestra, attore o ballerina. Disegnare la propria casa intesa come isola felice. E invece ci sono altre storie. Storie di paura, di maltrattamenti, di abusi, spesso in famiglia, che segnano per sempre la vita di alcuni bambini: anime innocenti.


Ma come ricucire gli strappi, ridare speranza, restituire quei sorrisi sottratti? Ballare, recitare, inventare, creare. Veri e propri laboratori che l’Istituto Walden, socia della Rete Solco, realizza da ormai 5 anni due volte a settimana per i bambini della Casa famiglia e la Comunità per minori, vittime di abusi e maltrattamenti, spesso intra-familiari, che ogni lunedì e mercoledì si trasformano in attori e ballerini per tornare a sognare.


«Ogni minore che accogliamo ha un proprio percorso difficile e triste. Quello che proviamo a fare con il resto dello staff è diventare “ricamatori di attimi”» , dichiara Lucia Alessi, assistente sociale e responsabile di Comunità dell’Istituto Walden. Esperta di teatro, ha trasferito questa sua grande passione all’interno della struttura: vestendo spesso i panni non soltanto di coordinatrice e responsabile ma anche di animatrice. Con scarpe da ginnastica e un copione in mano si immerge nel cuore dei laboratori di danza, teatro e cucina, che coordina e gestisce con i psicologi e gli altri assistenti sociali della struttura.

«I nostri bambini – continua Alessi – sono frantumati, è difficile rimettere in sesto tutti i cocci. Come quando si rompe un vaso e provi a incollare i pezzi, il risultato non sarà mai uguale all’originale. Sono bambini pieni di ferite che probabilmente si porteranno per sempre. Ma con i nostri laboratori proviamo a ricamare dei fiori, delle luci e dei colori lì dove invece ci sono solo tratti oscuri».


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